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A Lauren Bacall

A Lauren Bacall

In onore di Lauren Bacall (New York, 16 settembre 1924–New York, 12 agosto 2014) recentemente scomparsa, vorrei parlare di uno dei film che hanno segnato la mia infanzia (sebbene io lo guardassi per Marilyn Monroe): Come sposare un milionario (1953). Una pellicola frizzante e indimenticabile in cui il regista Jean Negulesco riuscì a racchiudere tre sex-symbol dell’epoca: Marilyn Monroe, Betty Grable e Lauren Bacall. Quest’ultima è considerata una delle più grandi attrici della storia del cinema, celebre anche per essere stata la moglie del grande attore Humphrey Bogart. I due erano sposati nel periodo in cui venne girato il film e l’attore viene scherzosamente citato da Lauren quando argomenta la sua passione per gli uomini più vecchi, dicendo “quel tardone di Bogart” (lei, infatti, aveva venticinque anni in meno di lui).

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Molto sinteticamente la storia narra di tre giovani indossatrici, Shatze, Loco e Pola, che mettono insieme i loro risparmi per comprare un appartamento a New York con la speranza di accalappiare dei “milionari” per garantirsi un futuro da favola, armate solo della loro bellezza. Alla fine, dopo aver frequentato una serie di ricchi uomini, le tre ragazze depongono le armi per sposarsi con il vero amore.

Il film è ispirato alle opere teatrali The Greeks Had a Word for It di Zoë Akins e Loco di Dale Eunson e Katherine Albert ed è il primo lungometraggio prodotto laurendalla 20th Century Fox che mostra al suo interno alcune scene divertenti “senza troppe pretese”. Come sposare un milionario fu anche candidato agli Oscar per i migliori costumi.

Una commedia brillante, che fa inevitabilmente sorridere per la serie di
equivoci che danno ritmo alla vicenda. Forse sono un po’ di parte ma a mio parere è un film assolutamente da vedere, per ricordare le tre icone del cinema e per rendersi conto di quanto i tempi sono cambiati.

Ciao, Lauren.

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