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DIVINE. Splendori di scena

DIVINE. Splendori di scena

Fino all’ 11.01.2015

DIVINE. Splendori di scena.

Gioielli Fantasia dalla collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro.

Se non riuscite a rinunciare al luccichìo dei bijoux e volete immergervi nella splendida atmosfera hollywoodiana delle “divine”, non potete perdervi: “DIVINE. Splendori di scena – Gioielli fantasia della collezione di Patrizia Sandretto di Re Rebaudengo” , allestita a Palazzo Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia.

L’esposizione, curata da Rosangela Cochrane, ospita circa 350 tipi di gioielli fantasia, ossia gioielli di bigiotteria, ma dalla forma originale (che nulla hanno da invidiare a quelli autentici), realizzati in America tra gli anni Trenta e Settanta del Novecento e alcuni anche in epoca recente.

La tradizione del gioiello fantasia nasce negli anni Venti del Novecento, in Europa, quando la Grande Depressione e l’incalzante Seconda Guerra Mondiale, stavano mettendo in ginocchio sia le singole famiglie che interi settori produttivi. Vista la scarsità di denaro e di materiali preziosi, le signore non potevano più permettersi meravigliosi monili dal valore inestimabile, e quindi ci fu la necessità di fare copie di questi preziosi, spesso con materiali innovativi, con risultati sorprendenti. Nacque un vero e proprio settore di produzione, con la contemporanea nascita di grandi designer del gioiello come Trifari, Boucher, Eisenberg, Haskell e Moini.

A partire dagli anni Quaranta, la richiesta aumentò ulteriormente, poiché i registi cinematografici hollywoodiani richiedevano per le loro dive collane, orecchini, spille, bracciali sempre più vistosi, appariscenti, atti a creare una scenografia opulenta da far sognare (e probabilmente invidiare!) la donna media americana. Tra le tante dive che indossarono questi gioielli troviamo Vivien Leight, Greta Garbo e Marlene Dietrich.

Questi monili divennero vere e proprie icone di costume, che identificavano immediatamente il personaggio interpretato dall’attore, anche a distanza di tempo ed ebbero talmente successo che anche successivamente alle vicende storiche della Seconda Guerra Mondiale, quando nel frattempo la situazione economica era migliorata, erano preferiti i gioielli fantasia piuttosto che quelli autentici, grazie al loro design sempre innovativo e giovane, che faceva sentire qualsiasi donna una vera “divina”.

Maura Cominato

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