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Follia Hooligans, adesso basta

Follia Hooligans, adesso basta

Allucinante. Si riesce a pensare solo questo quando si sente di ciò che sta accadendo in Francia in questi giorni, in un paese già sotto stress a causa della più grande protesta nazionale dei dipendenti pubblici della storia della V Repubblica, che ormai va avanti da mesi.

In un paese già così teso e in crisi, si è aggiunto anche il grave onere di ospitare gli Europei di calcio, un evento dai costi e dagli oneri così esorbitanti che sempre meno paesi se la sentono di ospitare ed organizzare. Per questo motivo, per il prossimo del 2020 è già stato deciso che non sarà un singolo paese a dover subire l’invasione di tifosi e squadre provenienti da tutta Europa, ma un gruppo di 8 città europee (tra cui Roma), in modo da ammortizzare i costi tra più paesi. Una decisione nata dall’impossibilita, oggigiorno, della maggior parte dei paesi europei di sostenere l’organizzazione di simili eventi, ormai vere e proprie voragini di soldi pubblici.

In ogni caso, tra la paura di nuovi attentati terroristici e continui scioperi del terziario, ormai sul piede di guerra con l’Eliseo, l’Europeo ha preso vita venerdì 10 giugno, con la partita Francia-Romania. L’inizio sembrava incoraggiante: stadio gremito, tifosi festanti sugli spalti, nessun problema di sicurezza se non quelli ordinari di dover gestire migliaia di persone chiuse nello stesso posto. Il giorno dopo però, è venuto a galla qualcosa di molto più preoccupante della prestazione opaca dei padroni di casa nella gara inaugurale.

Sabato 11 giugno, a Marsiglia, era prevista per la gara serale la sfida tra Inghilterra e Russia. Ciò che di sicuro la sicurezza francese non aveva previsto è quello che è avvenuto durante il pomeriggio nel centro della città, alcune ore prima della partita: centinaia di ‘tifosi’ inglesi, dopo essere riusciti a mettere le mani su un considerevole quantitativo di alcool, si sono dati ad atti vandalici per il centro di Marsiglia, distruggendo bar e devastato piazze, inneggiando ad inni e cori di forte matrice fascista e razzista.

Non incontrando nessuna resistenza da parte delle forze dell’ordine, tutto questo ha richiamato gli Hooligans russi come mosche al miele, seguiti a ruota da quelli francesi residenti in città. Il risultato finale è stata un’orribile guerriglia urbana tra russi, inglesi e francesi, con atti di violenza e sadismo inauditi. La polizia francese ha provato a fermare il tutto quando ormai era troppo tardi, con conseguenze abbastanza prevedibili in fatto di feriti, un numero degno di un bollettino di guerra più che di una partita di calcio.

L’incidente di Marsiglia ha ricevuto forti condanne da parte della autorità francesi e della Uefa, che ha multato e minacciato di espulsione dal torneo Inghilterra e Russia in caso di nuovi incidenti. Ciò che però è risultato ovvio è come le forze dell’ordine francesi, già sotto stress a causa della minaccia di attentati di stampo terrorista e per le continue rivolte e scioperi dei dipendenti pubblici, avevano sottovaluto enormemente il pericolo Hooligans. Archiviando come un incidente isolato il vergognoso pomeriggio di Marsiglia, la Uefa sperava di chiudere la questione lì. Inutile dire che si sbagliava.

Il giorno dopo, domenica 12 giugno, a Lilla aveva luogo la partita tra Germania ed Ucraina. Nel pomeriggio centinaia di tedeschi, quasi tutti affiliati a gruppi politici di estrema destra, hanno invaso il centro della città, ubriacandosi, ed iniziando ad emulare i propri colleghi inglesi e russi, distruggendo tutto ciò che capitava loro sotto mano, ed inneggiando a disgustosi cori di stampo nazista. Questa volta la polizia è riuscita ad evitare che la situazione degenerasse, ma rimane inquietante il fatto che decine di violenti ed imbecilli possano mettere a ferro e fuoco le città francesi con estrema facilità.

Gli episodi infatti non si fermati qui. A Marsiglia gli inglesi hanno fatto il bis pochi giorni dopo, iniziando una caccia all’uomo contro i sostenitori russi, cercandoli in ogni locale della città. Ovviamente i russi non sono rimasti a guardare, e nuovi scontri hanno avvelenato ed insanguinato la città. Le autorità francesi sono riuscite a mettere le mani su alcuni elementi particolarmente violenti di entrambe le fazioni, espellendoli dal paese, ma traspare comunque l’idea di un forte senso di impotenza da parte loro, incapaci di bloccare sul nascere questi assurdi episodi di violenza.

Il culmine di questa follia però è avvenuto venerdì 17 (una garanzia) a Parigi, durante la partita tra Croazia e Repubblica Ceca. I croati infatti sono riusciti a far entrare all’interno dello stadio un numero allarmante di bombe carta e fumogeni, dando vita a rivolte e disordini durante la partita, costringendo l’arbitro a sospendere l’incontro per oltre 6 minuti. Pare che i motivi di questa follia, a differenza di quella inglese, russa e tedesca, siano prettamente politici: in patria infatti sono anni che va avanti lo scontro tra i gruppi organizzati e la federazione di Zagabria, fermamente decisa a scioglierli ed eliminarli. Lo scopo di simili disordini è far squalificare la nazionale croata dall’Europeo, con una successiva perdita di immagine enorme per la federazione croata.

Quello che si è visto in questi primi 10 giorni è qualcosa di assurdo: un paese intero messo in ginocchio più volte da un pugno di imbecilli, che non riescono a concepire il calcio come un semplice gioco ma addirittura come un mezzo politico per rivendicare le proprie idee (vedi gli ultras croati). Sicuramente all’Europeo non si sono presentati solo queste bestie immonde, ed altrettanto certo è che sono una minoranza. In più partite si sono viste bellissime scene di tifosi di diversa nazionalità che tifavano le proprie squadre assieme, abbracciati, felici di passare una serata in compagnia. Queste persone non meritano di subire i disagi e le condanne provocate da stupide minoranze estremiste, tuttavia è innegabile che questa violenza va fermata ad ogni costo, e non solo condannata. Chi ne esce male, a livello di immagine, sono la Francia e la Uefa, che devono farsi un serio esame di coscienza su come è stato organizzato questo evento: come è stato possibile che questa gente potesse introdurre bombe e petardi in uno stadio? Perché hanno potuto procurarsi alcool con facilità? Accontentare i gestori di bar e locali, che con la vendita di alcolici fanno affari d’oro in questo periodo, vale la devastazione di città intere, oltre che il disagio che i tifosi normali, la gente del posto, e gli addetti alla sicurezza subiscono?

Il calcio, si sa, è uno sport popolare, forse il più seguito a livello mondiale. È uno sport che sposta miliardi, e che di conseguenza sposta ed alimenta gli interessi di moltissime persone. Io credo però che, ormai, bisogna sapere dire basta. La violenza che si è vista in questi giorni in Francia non può più essere accettata, non nel 2016. La Gran Bretagna negli anni 80′ impedì ai propri club di partecipare a qualsiasi competizione continentale ed internazionale per cinque anni. Una soluzione estrema per fermare la violenza, sempre più assurda e dilagante, che imperversava negli stadi. Sotto molti aspetti, quella soluzione funzionò. Io credo che il calcio, e chi lo amministra, debba farsi un esame di coscienza. Vale davvero la pena di ripetere la storia? Dobbiamo arrivare al morto perché si comprenda che così non si può più andare avanti? Io penso che la soluzione sia una sola: o queste persone comprendono che il calcio è solo un gioco, in cui si vince ma si può anche perdere, oppure è giusto che vada fermato. Certo, si perderanno un mucchio di soldi, ma una vita umana vale più di tutto l’oro del mondo.

 

Gianmaria

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