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Il Leicester è campione

Il Leicester è campione

Se all’inizio della stagione mi avessero detto che il primo lunedì maggio si sarebbe giocata la partita decisiva per la Premier League, ci avrei creduto. Se mi avessero detto che tale partita sarebbe stata Chelsea contro Tottenham Hotspurs, ci avrei creduto.

Ma mai avrei pensato che a 150 km da Londra, in una città di duecentomila abitanti, una squadra quotata cinquemila a uno potesse festeggiare la vittoria della Premier League.

Oggi il Leicester si è seduto sul trono più prestigioso della storia del calcio. Dopo 142 anni di storia, di gavetta, di sacrifici nelle serie minori.

Ranieri ha costruito una squadra sui fallimenti personali di tanti giocatori a cui il grande calcio aveva detto di no. Ranieri ha preso le storie di tante persone sull’orlo del fallimento e ha costruito una favola incredibile, guida per tutto il mondo. Nel calcio robotizzato, automatizzato dei nostri giorni è praticamente impossibile assistere di nuovo a quello che è successo. Il Leicester City, guidato da un allenatore ripudiato in patria; il Leicester City, con un attaccante che cinque anni fa faceva l’operaio sottopagato; il Leicester City, che in 142 anni di storia non aveva vinto praticamente nulla.

Certo, qualcuno dirà che sarebbe stato più bello vincere il titolo di sabato, in casa, magari con un gol di Vardy. Ma poco importa se il gol del titolo lo ha fatto Eden Hazard, che l’anno scorso di questi tempi veniva acclamato miglior giocatore della stagione e quest’anno, dall’ombra di sé stesso, è riemerso affossando le speranze del Tottenham. Poco importa se la partita decisiva è finita 2-2, tra risse e botte da orbi. Questo è il bello del calcio.

Il fulmine blu del Leicester ha squarciato il cielo della Premier League, un cielo dorato, fatto di milioni di sterline, di giocatori strapagati, di posti allo stadio costosi quanto uno stipendio. Il Leicester, oggi, ci ha reso tutti campioni.

Questa sera a Leicester saranno tutti in strada. Domani, forse, nessuno lavorerà. Ed è giusto così, perché il calcio, almeno questa sera, è andato oltre gli stadi e le barriere dello sport. Questa sera il calcio ha dimostrato il suo lato più bello, imprevedibile e fantastico.

Il Leicester è campione. E noi gliene siamo grati.

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