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Il morso dell’Idra, e quelle teste infinite che spaventano l’Europa

Il morso dell’Idra, e quelle teste infinite che spaventano l’Europa

Le cifre (ancora incomplete) sono impietose: 128 morti, 250 feriti, oltre cento di questi sono in condizioni gravi. Sono l’eredità di una notte folle ed orribile che ha investito non solo Parigi e la Francia, ma anche tutto l’Occidente. Sembra di essere tornati indietro nel tempo di quattordici anni, quando il crollo delle Torri Gemelle aveva colpito il cuore dell’America, e tutta l’Europa.

“Mai più si devono verificare simili tragedie.” dissero le autorità dell’epoca. “Mai più! Mai più!” ripetevano all’unisono le persone. Invece, purtroppo, le cose si ripeterono molto in fretta: le esplosioni nella metro di Londra nel 2003 e in quella di Madrid nel 2004 saranno state, a livello mediatico, meno traumatiche, ma di sicuro non meno sanguinolente.

Ma l’orrore di ieri notte è diverso. Un attacco feroce, programmato, letale, attuato con lo scopo di ferire e terrorizzare la Francia e l’Europa intera. Una scena dell’orrore dietro l’altra, a partire dalla strage al teatro Bataclan, dove l’uccisione fredda, metodica e terribilmente ordinata degli ostaggi è qualcosa di così folle e barbaro da lasciare senza parole.

Ora è il momento del silenzio, del cordoglio e del dolore. Un dolore che non può essere spiegato, capito e consolato con nessuna parola o gesto al mondo. In questo momento, mentre i fondamentalisti islamici festeggiano e rincarano la dose (“Le prossime sono Washington e Roma”), solo gli avvoltoi, che puntano a portare acqua al loro mulino, possono avere il coraggio di parlare e criticare, puntando il dito per accusare questo o quest’altro motivo che ha causato questa tragedia (non facciamo nomi, ma sappiamo tutti di chi stiamo parlando).

Ma che cosa ha scatenato tutto questo? Davvero la cosiddetta ‘immigrazione clandestina incontrollata’ è la causa di questa guerra, di questo orrore, di queste morti? O c’è dell’altro? Possibile che la soluzione sia quella adottata dal presidente Hollande? Dichiarare lo stato d’emergenza in tutta la nazione, e chiudere le frontiere? E comprensibile che la Francia in questo momento stia cercando di proteggersi, e nessuno oserebbe criticare simili decisioni (anche perché, come ha spiegato Hollande, queste misure servono ad impedire ai terroristi di fuggire dal paese). Ma nel lungo termine, saranno veramente queste le uniche misure che possiamo adottare per proteggerci da questa follia?

E dove nasce questa follia distruttiva? Dove nasce l’ISIS? In Medio Oriente? Dal fondamentalismo islamico? Dall’eterna instabilità politica di quella regione?

Ciò che vediamo, ciò che i media ci raccontano, sono solo il cuore, la pancia, della creatura che ha rivolto le sue mire distruttive contro di noi. Le minacce continue che l’ISIS manda contro l’Europa e l’America sono minacce da prendere in considerazione. Ma quest’organizzazione ha la forza per spaventarci, ferirci, ucciderci, ma non di sconfiggerci. E questo lo sanno benissimo anche loro, e con loro non intendo i membri, la pancia dell’organizzazione, ma intendo i capi, il cervello occulto che manovra questo mostro che, come l’Idra, ha mille teste e sembra impossibile da eliminare.

Ma allora perché lo fanno? Quali interessi si nascondono dietro alla Sharia ed all’Islam più folle ed integrale? Sempre le solite due cose: soldi e potere.

Il potere di controllare sempre di più l’instabile Medio Oriente, di poter ambire a governarlo come meglio si crede ed i soldi derivanti dal traffico di armi. Traffico nato, cresciuto e sviluppato in America ed in Europa. In questo stesso istante, mentre la gente piange per il dolore e la rabbia, qualcuno si sta sfregando le mani. E questo qualcuno non indossa il turbante, né ha la barba, ma indossa giacca e cravatta, sta seduto in una comoda poltrona, si professa una ‘brava persona’, e tiene il viso curato e rasato. L’ISIS non è altro che una creatura nata dagli angoli più oscuri ed ignorati della nostra società, e che ora si sta ritorcendo contro il suo, ignaro, creatore. La religione, come ha sempre fatto da migliaia di anni a questa parte, non è altro che il combustibile che da uno scopo a questo mostro, una patina dietro la quale nascondere le vere intenzioni di chi finanzia e sostiene questi folli.

Ora è troppo facile mettersi a discutere di cosa bisognerebbe fare, e di chi è la colpa. L’unica cosa che bisogna fare ora è piangere, in silenzio, i morti, onorarli, e cercare di non abbandonarsi agli impulsi più bassi ed istintivi che vivono in ognuno di noi. Il vero modo per vincere questa guerra, non è combattere la pancia o chiunque gli assomiglia (come sostengono molti), e neanche chiudersi in un recinto, dimenticandosi del mondo attorno a noi. Io spero vivamente che la lotta ai trafficanti di armi, i veri autori di queste ripetute stragi, sia intensificata e resa la massima priorità nella lotta al terrorismo da parte di tutti gli Stati. Solo così, uccidendo il cervello, la pancia smetterà di vivere, e l’Idra perirà. Una volta per tutte.

 

Gianmaria

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