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Jailhouse rock: a 37 anni dalla morte di Elvis Presley

Jailhouse rock: a 37 anni dalla morte di Elvis Presley

Trentasette anni fa se ne andava Elvis Presley (Tupelo, 8 gennaio 1935 – Memphis, 16 agosto 1977), The King, il Re del Rock’n’Roll, uno dei più celebri cantanti di tutti i tempi.

Da piccolo ero un sognatore. Leggevo i fumetti e diventavo l’eroe della storia. Guardavo un film e diventavo l’eroe del film. Ogni sogno che ho fatto si è avverato un centinaio di volte.

Iniziò a suonare la chitarra a soli sei anni, da autodidatta: la leggenda narra che il piccolo Elvis desiderasse per il compleanno una bicicletta, troppo costosa per le possibilità della famiglia, e che la madre abbia potuto regalargli solo una chitarra trovata in un negozio di oggetti usati. Fu questo gesto che fece nascere nel giovane la passione per le sei corde e per la musica. Intanto però nessuno avrebbe scommesso un centesimo sull’avvenire di Elvis Presley che, a 13 anni, cominciò a lavorare come camionista sfoggiando un enorme ciuffo imbrillantinato sulla fronte e continuando, nel tempo libero, a suonare.

Sam Phillips, della Sun Records, ascoltò un brano di Elvis in un sottoscala e ne rimase folgorato: iniziò così il primo contratto di Presley. Un piccolo investimento che da lì a pochissimo dimostrerà come il cantante fosse unavera gallina dalle uova d’oro. Il successo di Elvis fu tale che attirò anche le attenzioni del cinema: fu la star del film Love me tender, che lanciò la celebre canzone omonima. Ad esso seguirono altri trentadue film tra il 1956 ed il 1969 con protagonista Elvis “the Pelvis”, così chiamato per i provocatori movimenti di bacino.

Purtroppo, il 24 marzo del 1958, Elvis fu chiamato al servizio di leva e destinato in un centro d’addestramento in Texas; fu, però, un servizio militare anomalo, sotto la costante presenza di giornalisti, fotografi e giovani fans. Due anni dopo si congedò e tornò sul palco, duettando addirittura con Frank Sinatra.

La morte della madre Gladys fu un brutto colpo per l’equilibrio emotivo dell’artista, ma il Re non fu sconfitto e si riprese innamorandosi di una ragazzina di nome Priscilla, figlia di un capitano dell’aviazione statunitense, con cui il 1 maggio 1967 si sposò. Esattamente 9 mesi dopo nacque Lisa Marie (che sposerà il Re del Pop, Michael Jackson).

Nel 1968, dopo otto anni di assenza dalle scene, Elvis torna a esibirsi dal vivo. Il suo concerto più celebre fu senza dubbio Aloha from Hawaii via satellite del 1973, uno special tenutosi il 14 gennaio 1973 alle Isole Hawaii nella località di Honolulu, che venne trasmesso in quaranta diversi paesi. Il concerto, registrato, fu pubblicato su vinile e sia lo spettacolo che l’album furono un enorme successo commerciale per Presley, che sembrò rilanciare le sue quotazioni come artista, le quali erano in declino ormai già da un paio di anni.

Deciso a prendersi un periodo di riposo, Presley tornò nella sua casa a Memphis, Tennessee. Era un giorno di piena estate quando venne ricoverato d’urgenza al Baptist Memorial Hospital: Elvis Presley, il Re del Rock’n Roll, morì alle 15.30 del 16 agosto 1977. Le cause della morte sono tutt’ora incerte.

JailhouseRock

Jailhouse Rock – Elvis Presley

Ma Elvis è veramente morto?

Sono in molti ad avere questo dubbio, così capita che ogni tanto qualcuno segnali la presenza di un tranquillo pensionato molto simile a Elvis Presley a New York, a Los Angeles o su una spiaggia caraibica. Personalmente a questa leggenda non credo, ma sono anche certa che Elvis non è morto per chi lo ha tanto amato e continua a farlo: il Re continua a vivere nel cuore dei suoi fans.

Prima di Elvis non c’era niente.

John Lennon

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