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L’Affare del Quarto Appello

L’Affare del Quarto Appello

Voci, striscioni e applausi sono gli elementi che si condensano durante la mattinata del 4 dicembre di fronte alla sede centrale di Ca’ Foscari.

Il presidio organizzatosi , alle 10:30 viene informato , dalla senatrice accademica Ilaria Gervasoni ,della decisione da parte dell’organo di sopprimere la delibera del 26 ottobre 2011, e che quindi segna la fine di tutta quella parabola di proteste che hanno caratterizzato quella che ormai è passata come “la questione del quarto appello”.

Durante quella celeberrima seduta si decise, in maniera unanime, di instaurare un vincolo durante le sessioni di esame in modo che un qualsiasi studente da quel giorno in poi fu costretto a scegliere un appello tra i due possibili, riducendo di fatto al numero di 3 appelli all’anno per il medesimo corso.

Una forzatura per noi iscritti che portò a non pochi disagi.

Il rettorato si giustificò spiegando che questa manovra avrebbe spronato gli studenti a stare nei tempi; perlopiù il tempo utile non era sufficiente da permettere al professore di correggere le prove in modo affinchè lo studente potesse essere informato del proprio voto, quindi avere al possibilità di  decidere se iscriversi o no alla seconda tranche di esami.

Queste due sono giustificazioni blande sono decisamente opinabili (in quattro settimane effettive di sessione si può fare tutto, la prima non è neanche da porre in questione)soprattutto dal momento che esiste la fantomatica “Summer School” che permette agli studenti di frequentare dei corsi durante l’estate e compiere l’esame, quindi creando dal nulla un nuovo spazio per gli esami, grazie a un modico pagamento extra dello studente.

Quindi più che velocizzare i tempi sembra riempire le tasche dell’università introducendo questa appendice estiva molto simile a una istituzione privata più che a un’offerta formativa fatta per arricchire l’esperienza degli studenti.

Tutto questo porta la popolazione studentesca a una situazione di evidente disagio che grazie alla “buona rappresentanza” scomparirà da gennaio 2014.

Questo processo di restaurazione del quarto appello purtroppo esclude gli studenti di lingua i quali ,purtroppo, manterranno la linea adottata fino a ora.

Bisogna puntualizzare che gli unici senatori eletti dagli studenti presenti quell’ottobre furono i due eletti da Universitas e che non si opposero alla mozione posta dal rettorato.

Ovunque c’è una buona rappresentanza ce ne è anche una che non fa il proprio dovere.

Paolo Vivani

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