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Migration compact: la soluzione alla crisi?

In questi giorni il nostro Presidente del Consiglio ha inviato ai presidenti della Commissione e del Consiglio UE, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, un nuovo piano, chiamato Migration Compact, per affrontare la crisi dei rifugiati anche sulla rotta mediterranea.

Il piano, che viene presentato oggi al Consiglio Esteri UE in via ufficiosa, è articolato e punta su alcune idee-chiave.

In primis, si vuole riprodurre il “successo” dell’accordo con la Turchia anche con “paesi chiave” non ancora specificati dell’Africa, dunque si pensa di proporre ai possibili partner:

  1. Investimenti finanziari tramite i progetti europei già operanti ( DCI-Development Cooperation Instrument; ENI-European Neighborhood Instrument; EDF-European Development Fund ecc…) nei settori chiave per lo sviluppo, e tramite dei bond EU-Africa per facilitare l’accesso al capitale da parte di questi paesi
  2. Cooperazione sulla sicurezza e sulla gestione dei confini (mirata a gestire i flussi migratori) e impegno per lo sviluppo dell’immigrazione legale, tramite agenzie che informino sulle offerte di lavoro in Europa, corsi di lingua in loco, progetti Erasmus+ ecc…

In cambio, si chiede in sostanza la piena collaborazione con l’UE per i rimpatri dei migranti irregolari e per la gestione (leggi: interruzione) dei flussi migratori.

Non poteva mancare, in fondo al documento, un paragrafo interamente dedicato alla Libia, la quarta sponda d’Italia, sulla quale il nostro governo nutre molti interessi e speranze, come dimostra l’appoggio in prima linea dato al premier “di unità nazionale” Al-Sarraj.

Il problema alla radice di questa proposta è uno solo, ma enorme: l’effettiva volontà di entrambi i paesi firmatari degli eventuali accordi di risolvere la questione dei migranti definitivamente e non di fare i propri interessi speculando sulle vite di queste persone.

Come hanno dimostrato il recente accordo con la Turchia e il più datato patto Berlusconi-Gheddafi, infatti, generalmente i leader dei paesi su cui transitano i migranti non sono prioritariamente interessati alle vite degli stessi migranti, quanto al mantenimento del loro potere, e utilizzano la carta migranti come arma di ricatto per ottenere ciò che vogliono dall’Europa e dai suoi paesi membri.

Allo stesso modo, l’UE non sembra interessarsi molto del nocciolo del problema, e cioè alle motivazioni dell’enorme massa di persone che cerca di raggiungerla, fintanto che la suddetta massa rimanga all’esterno dei suoi confini.

C’è da dubitare, a questo punto, che la proposta del governo Renzi non si strutturi poi in realtà più o meno così: “Noi vi diamo un sacco di soldi e vi mandiamo dei soldati, voi gestitevi i migranti come volete” cioè (vedi Libia) costruendo delle vere e proprie prigioni e non disdegnando la tortura, oppure (vedi Turchia) sparando ai migranti che tentano di entrare nel vostro paese e rimpatriandone molti altri.

In altre parole, la “sicurezza” dell’unione messa a rischio dalla questione dei profughi che si è stati disposti a chiudere due occhi di fronte alle accuse di Amnesty international sulle torture in Libia prima e sui rimpatri della Turchia ora, nonostante queste accuse siano ben documentate e comprovate.

Se si potesse essere certi della probità e della statura morale di tutti i leader coinvolti in questo progetto, forse potremmo contare sulla buona riuscita dello stesso; ma le incognite sono molte.

Non ultima, una sorta di neo-colonialismo: la presenza di militari dell’UE (CSDP-Common Security and Defence Policy) e l’incentivo degli investimenti europei in paesi con forti riserve di risorse strategiche, come il petrolio, potrebbe favorire le aziende del vecchio continente, come l’ENI, che potrebbero accedere alle risorse a prezzi stracciati, e grazie allo schema di accordo proposto da Renzi potrebbero anche “reclutare” manodopera del terzo mondo da sottopagare.

Il nostro premier direbbe “che male c’è? È il mercato, baby”, ma, avendo sotto gli occhi quotidianamente la sofferenza fin troppo reale dei migranti e lo scarica-barile a cui si gioca con le loro vite, sono leciti i dubbi.

 

Fonti:

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/04/15/migranti-ecco-cosa-prevede-il-migration-compact_dd9218ff-b185-46a0-8723-71194011eb

Documento ufficioso del Migration compact: http://www.governo.it/sites/governo.it/files/immigrazione.pdf
Torture nelle carceri libiche: PDF di Amnesty international: “We are foreigners we’ve got no rights”
Respingimenti dalla Turchia: http://www.amnesty.it/turchia-respingimenti-di-massa-illegali-di-rifugiati-siriani-mostrano-difetti-fatali-dell-accordo-ue-turchia

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