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Mikhail Roginsky. Beyond the Red Door

Mikhail Roginsky. Beyond the Red Door

E’ la prima esposizione italiana per Mikhail Roginsky, e quale migliore città di Venezia?? Sarà possibile ammirare la mostra intitolata ”Mikhail Roginsky. Beyond the Red Door” fino al 28 settembre 2014, presso Ca’ Foscari Esposizioni. E’ stata organizzata dalla Fondazione Mikhail Roginsky, in collaborazione con il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Ateneo Veneziano e con la partecipazione della fondazione IN ARTIBUS,  in occasione della 14 ^ Mostra Internazionale di Architettura.

La curatrice, Elena Rudenko, ha voluto focalizzare il percorso espositivo sul periodo parigino dell’artista, che nel 1978 decide di lasciare Mosca e recarsi a Parigi,  per dare vita ad una nuova arte ed a una nuova espressività artistica, lontana da limiti e restrizioni del regime socialista. Emblema di questa svolta è l’opera “Porta Rossa”(1965), che non casualmente è posta a inizio percorso, sottolineando una sorta di chiusura con tutto ciò che riguarda il suo passato. Roginsky non è un artista facilemente etichettabile. Molti suoi conterranei lo definiscono “il padre della Pop Art Russa”: lui preferisce definire il suo lavoro, “Arte Documentaria”. Il suo obiettivo è quello di rappresentare la realtà quotidiana dell’esistenza, ciò che è sotto ai nostri occhi, il comportamento di ogni giorno, meglio definibile con la parola BYT. Il tema che fa da filo conduttore dell’esposizione è la lotta contro l’arte, ossia il rifiuto della “grande arte” e della sua mercificazione, in quanto per lui l’arte stessa è vita, è espressione di sé e delle proprie emozioni. È anche questo uno dei motivi della sua fuga parigina: vuole esprimere sé stesso liberamente, cosa che non gli è permessa durante il regime. Quando arriverà infatti nella capitale francese, si dedicherà inizialmente e principalmente alla natura morta, considerata in Russia un genere “ basso”. Pur sperimentando generi, colori e temi nuovi, ricorderà sempre con nostalgia la sua vita in Russia, e dell’esperienza teatrale ivi maturata rimarrà una traccia indelebile nella sua successiva carriera artistica.

Amo questa esposizione e il fatto che la curatrice abbia voluto concentrarsi solo su un particolare momento della vita dell’artista, nonostante la sua lunga esistenza. Non sono tuttavia d’accordo totalmente sull’adozione delle pareti in cartongesso, che da un lato facilitano la fruizione delle 150 opere presenti in allestimento, ma dall’altro nascondono completamente la struttura interna dell’edificio che, sebbene sia stata da alcuni anni restaurata, ha mantenuto alcuni particolari e decorazioni dell’antico palazzo in stile veneziano.

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