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Moskova. Urban Space.

Moskova. Urban Space.

Sempre più spesso al Tg si sente parlare di “Polmoni Verdi” di una città e di come il fenomeno di cementificazione urbana stia aumentando esponenzialmente a discapito della costruzione di parchi pubblici e giardini portando a gravi conseguenze per l’ ambiente. È proprio lo spazio urbano il tema centrale dell’evento collaterale russo, legato alla 14^ Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, dal titolo: Moskova. Urban Space. L’esposizione è ospitata accanto alla Chiesa di Santa Maria della Pietà, in Sestiere Castello, a pochi passi da Piazza S. Marco.

L’obiettivo del curatore, Sergey Kuznetsov, è quello di compiere un excursus sull’architettura nei 100 anni antecedenti al nostro secolo, in cui mostra il cambiamento e le dinamiche della politica urbana moscovita: dallo stile neo-russo, a quello socialista, dallo stile industriale a quello nuovamente neo-russo. Con il nuovo millennio, Mosca mira a raggiungere i livelli delle più grandi capitali mondiali. Nel 2011, infatti, i contratti di investimento per lo sviluppo di spazi vuoti nella città sono stati cancellati, insieme alla costruzione di nuovi imponenti palazzi in centro, ed è stato avviato un progetto che prevede la trasformazione di questi fazzoletti di terra inutilizzati in parchi pubblici. Solo nel 2013 sono stati aperti 13 concorsi internazionali che vantano la partecipazione di esperti di diverse nazionalità, grazie al cui apporto innovativo viene incrementato il livello di qualità dell’architettura russa. Uno di questi progetti, presentato in questa sede, è il Parco Zaryadye, realizzato dallo studio d’architettura newyorkese Diller Scofidio+Renfro. Esso nascerà sulle sponde del fiume Moscova, a pochi passi dalla Piazza Rossa e dal Cremlino, occupando un’area di circa 53.000 mq, un luogo già noto nel XII secolo come insediamento all’interno delle fortificazioni della città.

Moskova. Urban Space è un’esposizione guidata: è come se il percorso stesso prendesse per mano i visitatori e mostrasse loro l’idea nuda e cruda del curatore, senza farli distrarre da oggetti o informazioni superflue. Ciò che colpisce maggiormente nel progetto del Parco Zaryadye sono le pietre termiche che fungono da panchine: sedersi su una di esse è un rischio poiché potrebbe aver raggiunto i 40 gradi oppure avere una temperatura di 18 gradi. Che cosa aspettate? Una visita a questo padiglione è d’obbligo e potrebbe riservarvi numerose sorprese.

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