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Operation Fortitude- Notizie d’Oltreoceano

Operation Fortitude- Notizie d’Oltreoceano

A parte il nome che sembra uscito da un poliziesco anni ‘80 , Operation Fortitude non è stata accolta  con gioi dai cittadini di Melbourne. Un altro motivo per cui agli australiani il governo Abbott, non piace. Tony Abbott, primo ministro dal Settembre 2013, ha dato diversi motivi ai così detti housie, ovvero i cittadini australiani, di lamemtarsi, tanto che non è raro vedere in giro per le città spille e magliette con un gentile invito per il Prime Minister “FUCK YOU TONY ABBOTT”. Famoso per le sue politiche che puzzano di razzismo e i provvedimenti non pro-enviroment, questa è l’ultima delle sue bricconate che ha fatto inviperire il cuore dello stato del Victoria: Melbourne.

L’ ABF, Australian Border Force, aveva previsto per il weekend di fine agosto un bel blitz in centro citta:  “ We’re going to ask to show their papers (ovvero ID e prova di possedere un Visto valido) to any individual we cross paths with” aveva annunciato Don Smith, a commando dell’ ABF.

I cittadini di Melbourne si allarmano. Che vorrebbe dire ‘a ogni individuo che incrociamo’? Che degli ufficiali ingiacchettati pattuglieranno ogni fermata del tram e strada del CBD, il centro città, chiedendo a ogni singola persona di  produrre una prova della loro legittima presenza in questo paese? O forse non sarà tutti tutti, forse gli ufficiali dell’ ABF useranno un criterio di scelta. Chi sembra più straniero? Chi sembra meno in regola? Don Smith stesso aveva annunciato che gli ufficiali della ABF, accompagnati da membri della Polizia del Victoria, si sarebbero concentrati soprattutto sugli individui che parevano essere in viaggio.

Per chi abbia mai conosciuto Melbourne, sarà come fare due più due immaginare la reazione dei cittadini all’Operation Fortitude.

10.14  del mattino di Venerdì 28,  il Department of Immigration and Border Protection annuncia che “for the first time join forces with a diverse team of transport and enforcement agencies” avrebbero collaborato per individuare e combattere il crimine a partire dal Melbourne Business Central District,CBD, perché chi viola le regole del visto deve sapere, ha detto il nostro Don, deve sapere che prima o poi verrà beccato e buttato fuori dal paese. L’operazione era prevista per la durata di Venerdì 28 e Sabato 29 Agosto.

10.45  I leader di moltissime comunità multiculturali attivano una catena di informazione, messaggi, mail, avvisi. La notizia dilaga sui social media e fioccano commenti da parte dei cittadini.

12.45  L’ABF dichiara che non c’e da preoccuparsi, le persone non verranno fermate a caso per strada. E i media rispondono cosi.

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“I fondly remember the last time we had people checking people’s papers on the streets #BorderForce”Ghet Krakow 2

 

ore 13.00  Circa 300 protestanti si riuniscono davanti Flinder Station, nel cuore del CBD, sventolando bandiere e cartelli. Altri si aggiungono ad ogni minuto.

ore 14.00  Operation Fortitude viene ufficialmente cancellata.

La molticultural soul di Melbourne è stata scossa. Ricordi di paura e di ingiustizia hanno viaggiato nella città, dalle periferie al centro, per non parlare degli echi che Operation Fortitude ha generato con la situazione refugees, uno dei motivi per cui Tony Abbott è al centro di critiche e fuoco. Le sue politiche nei confronti di chi arriva su suolo australiano per scappare da conflitti e violenze, ma passa dalla padella alla brace, scandalizzano (una buona parte) del paese.

L’Operation Fortitude è saltata.

Ma chi l’aveva decisa? Chi nel governo australiano si era perduto in fantasticherie militariste? Tony Abbott si chiama fuori:  ‘è stato un malinteso’. Smith Dutton, a comando dell’ABF, segue a ruota ‘non avevo letto quel fascicolo, non ne sapevo niente’.

Richard Marles, membro del Labor’s Immigration Office, in tutta risposta dichiara che una affermazione del genere da parte di un ministro è inaccettabile: non avevi letto il fascicolo? Non è il tuo lavoro? “Abbott government is so cowardly when it comes to owning their own bad ideas” continua Richard, “that now they’re going to throw some middle-level bureaucrat in a uniform under the bus and say it’s their fault.”

A tavola, la sera stessa, si animano gli animi: siamo un piccolo gruppo, ma in effetti riflettiamo l’anima di diversità di Melbourne più di quanto pensassimo: una born and raised in Melbourne, un australiano da una piccola country town nel Victoria, una Neo Zelandese e una Italiana.

“If something puts in danger the freedom and the welcoming soul of this city, Melbourne raises.”

“The truth is” concordiamo infine” that nobody can give shit to Melbourne.”

 

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