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“The Urban Innovation BootCamp”: dalla progettazione all’azione.

“The Urban Innovation BootCamp”: dalla progettazione all’azione.

Domani giovedì 10 dicembre, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, si terrà presso il Salone dei Trecento, in Piazza Indipendenza a Treviso l’incontro conclusivo del programma formativo “The Urban Innovation BootCamp” .

Verranno presentate alla cittadinanza i risultati del lavoro svolto dai 42 studenti e laureati, durante le otto settimane di accelerazione delle  sei soluzioni innovative per la città di Treviso.

Team multidisciplinari hanno collaborato per lo sviluppo di servizi e prodotti orientati ai temi della sostenibilità, per una crescita di tipo inclusivo dell’economia della città con l’obiettivo di individuare e realizzare soluzioni innovative per rendere Treviso una Smart City.

Vediamo nel dettaglio quali sono stati i progetti del programma di accelerazione:

  1. RECYCLING & DECORUM: (in collaborazione con Contarina Spa), soluzioni smart per il conferimento del materiale riciclabile dei negozi del centro di Treviso e dei condomini della città;
  2. STARTEMPO: piattaforma web che incrocia le progettualità emergenti della città in ambito culturale, sociale, economico ed ambientale con le competenze dei giovani;
  3. SMART SOCIAL HOUSING: (in collaborazione con Unindustria Treviso e Gruppo Ti Innova): moduli abitativi flessibili, economici, eco-compatibili, con finalità sociali per riqualificare gli spazi urbani;
  4. SHARED MOBILITY: (in collaborazione con MOM): servizio di trasporto pubblico notturno on demand tramite applicazione web;
  5. BAMBUSETO: (in collaborazione con Forever Bambù): riqualificazione aree verdi con la creazione di un parco bambù usufruibile dalla città e sostenibile anche economicamente.

Questa prima edizione, ha voluto portare all’ interno del Campus di Treviso Centro SELISI, innovazione didattica con un percorso di tipo imprenditoriale, dando spazio a formazione di tipo interdisciplinare, con interventi di guest speakers internazionali e sessioni di laboratorio creativo.

Si è creato sin da subito un ambiente dinamico, aperto, supportando il lavoro di team,  di relazioni lavorative, di partnership e di stretta collaborazione non solo tra gli studenti, ma anche con i mentors e gli stessi innovatori.

Il BootCamp ha permesso agli studenti partecipanti di utilizzare metodi quali il Design Thinking, l’approccio del Business Model Canvas e del Lean Startup e il Collective Impact come visione condivisa del cambiamento.

Il Design Thinking, nato a Stanford in California lo possiamo definire senza ombra di dubbio, un processo creativo che si differenzia sul fatto che alla base di ogni progetto c’è una necessità incentrata sulla persona e sulle sue necessità. Essenzialmente le tre fasi da analizzare riguardano il problema, i tentativi e la possibile soluzione. Ma il suo notevole potenziale sta su come tale processo permetta di “sprigionare”, diffondere creatività e soluzioni quasi impensabili all’inizio del suo utilizzo.

Il linguaggio di tipo visuale sta alla base del Business Model Canvas, a cui vanno affiancati i nove blocchi costitutivi di un’azienda per la sua analisi. Strumenti? Pennarelli e Post-it! Esattamente con questi “pochi” mezzi è possibile favorire la discussione, e l’analisi del business che si sta creando favorendo creatività, condivisione e immaginazione.

Eric Ries vi dice nulla? E’ da questo giovane imprenditore che è nato il modello Lean Startup, con un approccio che permette di individuare un business che aiuta a diminuire tempi e costi del proprio progetto e ovviamente cancellare la possibilità di un fallimento.

Tutti questi metodi innovativi sono stati applicati direttamente sul campo dai vari team di studenti a cui poi sono seguite testimonianze dirette dei guest speakers, quali:  Reem Khouri, Surya Narayanan, Eman Abouelatta, Caitria O’Neill, James Lee ecc.

Sarà quindi possibile vedere concretamente domani, giovedì 10 dicembre, i risultati ottenuti durante le otto settimane, dove gli studenti consegneranno alla città quanto progettato e accelerato, favorendo la stretta collaborazione tra università, territorio e imprenditorialità.

Il learning by doing avrà dato i suoi frutti?

I ragazzi si saranno calati nei panni e saranno diventati effettivamente innovatori urbani di Treviso?

Saranno le persone, le idee e l’impatto alla city le tre parole chiavi e importanti che emergeranno nei piani d’azione post BootCamp?

Lo scopriremo senza ombra di dubbio con l’incontro presso il palazzo dei Trecento. A domani!

 

Ilaria

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