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#UNLOCKYOURLOVE: BASTA LUCCHETTI, AMA VENEZIA!

#UNLOCKYOURLOVE: BASTA LUCCHETTI, AMA VENEZIA!

I lucchetti dell’amore sono sbarcati in Italia anni fa ad opera di Moccia, lo scrittore romano che raccontava di Babi e Step.
Qualche settimana fa, intervistato sull’argomento, egli ha affermato che essi sono ormai un simbolo d’amore, che i giovani fanno quello che vogliono e che a poco serviranno le campagne anti–lucchetti.
Parigi prima di Venezia, a gennaio, ha iniziato a far sentire la sua voce con la campagna “NO LOVE LOCKS”, un’iniziativa della newyorkese Lisa Anselmo che – trasferitasi a Parigi – ha iniziato a preoccuparsi per le possibili conseguenze della presenza dei lucchetti dell’amore sui ponti della Senna.
Che siano esteticamente discutibili è ormai assodato. Perché mai dei pezzi di ferro che finiranno con l’arrugginirsi dovrebbero rappresentare l’amore eterno? Ma il problema non è solo estetico. L’accumularsi dei lucchetti sui ponti, infatti, porta ad un aumento di peso che – a lungo andare – potrebbe provocare cedimenti strutturali nei ponti storici di Parigi, Venezia e qualsiasi altra città interessata dal fenomeno dei “Love Locks”.
Ed è anche per questo che si leva forte e chiara la voce dei veneziani e di tutti gli amanti di Venezia.
“Unlock your love!”: ecco l’appello lanciato alle coppiette. “Slucchettate” l’amore, perché non sarà un lucchetto su un ponte a renderlo eterno. Piuttosto, al contrario, i lucchetti attaccati in nome dell’amore sfregiano la città.
La campagna è partita alla mezzanotte del 24 agosto e si protrarrà fino alla mezzanotte del 31. Grazie all’iger Silvana Di Puorto (@sildipi) l’iniziativa è anche sbarcata alla 71° Mostra del Cinema, dove – seguendo l’esempio della madrina del festival Luisa Ranieri – diversi personaggi dello spettacolo hanno posato con la cartolina simbolo della campagna per mostrare il loro sostegno.
Il messaggio della cartolina è semplice e d’effetto. Un lucchetto aperto e poche righe per invitare gli innamorati ad avere più buon senso.
Attaccare lucchetti sui ponti di Venezia è un atto di vandalismo.” – recita il messaggio – “Il tuo amore non ha bisogno di catene. Venezia non ha bisogno della tua immondizia”.
Partecipare è semplice. Basta munirsi di cartoline, che potete scaricare e stampare qui o che trovate già stampate presso “La Bricola” (calle delle Acque, San Marco 4994) o dalla cappellaia Giuliana Longo (calle del Lovo, San Marco 4813). Ogni cartolina ha un buco da cui far passare il nastro o lo spago per poterla legare ai lucchetti. Sarebbe preferibile usare materiali biodegradabili, così che se la cartolina finisse in acqua, potrebbe dissolversi in poco tempo.
Alberto Toso Fei, lo scrittore che ha lanciato l’iniziativa tra i veneziani, ha anche comunicato con soddisfazione come essa abbia trovato terreno fertile in altre città. Roma, Sidney, Parigi, New York, tutte sarebbero pronte a “slucchettarsi” e invitare gli innamorati a non mettersi catene.
E voi, cosa fate ancora lì? Armatevi di cartoline e diffondete il messaggio.

#UNLOCKYOURLOVE, love Venice!

Maria C. – immagine di Alessandro Toso Fei, Etra Comunicazione

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