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Venezia e Grandi Navi: un po’ di dati

Venezia e Grandi Navi: un po’ di dati

Sempre perchè qui al Daily siamo dei grandi sostenitori delle argomentazioni informate, abbiamo pensato di darvi delle nozioni in pillole raccolte (su internet nel giro di un’ora) su un argomento caldo. In questi giorni (in questi mesi, in realtà) si parla moltissimo di Grandi Navi a Venezia, e ognuno di noi/voi si sarà giustamente costruito la propria opinione in merito. Il problema è che di castronerie -sia dai giornali, sia dalle autorità- ne sono state dette a valanghe. E allora questo è quanto:

Il porto di Venezia conta 18.000 occupati diretti, indiretti e nell’indotto. Ovviamente non tutti sono impegnati nel crocieristico, ma questo dato é da mettere in relazione con i successivi.

Nel 2014 il terminal passeggeri di Venezia ha contato il movimento di 1.734.000 persone.
Nel 2014 hanno attraccato al terminal passeggeri di Venezia 488 navi da crociera.

L’UNESCO dopo il disastro della Costa Concordia ha espressamente richiesto una notevole riduzione del traffico navi a Venezia (Venezia e la sua Laguna è iscritta in World Heritage List).

Le navi procedono attraverso il canale trainate da due rimorchiatori (normalmente gli altri porti ne utilizzano uno) a una velocità tra i 3 e i 6 nodi (cioè tra i 5 e i 10 chilometri all’ora) e pilotate da professionisti del porto di Venezia. Molteplici studi accertano che le grandi navi non producono un moto ondoso particolarmente dannoso, poiché navigano molto lentamente e hanno scafi costruiti appositamente per scivolare sull’acqua. Al contrario, sono le piccole imbarcazioni private o i singoli vaporetti a produrre il moto ondoso più massiccio, e quindi dannoso per Venezia .
Non sono invece reperibili studi certi e completi nè che attestino nè che sfatino il mito della dannosità dello spostamento di grandi masse d’acqua sotto la superficie, che andrebbero a esercitare pressione sulle fondamenta di Venezia.

É già stato emanato un decreto, per la precisione il decreto Clini-Passera, che stabilisce il divieto per le navi con più di 40.000 TSL (quelle enormi, che trasportano migliaia di passeggeri) di transitare per il canale San Marco – Giudecca. Non ė ancora stato attuato fondamentalmente perché non si è ancora trovata un’alternativa.

Le soluzioni contemplate finora sono molteplici, ma quelle più conosciute sono due:

  • imageLo scavo del canale di Sant Angelo, che permetterebbe l’accesso dal Porto di Malamocco via Canale dei Petroli, evitando così il passaggio per il canal Grande e l’inchino a S.Marco. Tale soluzione comporterebbe l’interramento di una parte di oleodotto presente lungo il tratto, la demolizione di alcuni tralicci dello stesso, la rimozione/sostituzione dell’impianto di illuminazione del canale dei petroli. Il Corila ha posto l’attenzione sulla necessità che venga garantita l’idrodinamica delle correnti, anche alla luce della situazione attuale, in cui molte correnti risultano di fatto bloccate dalle barriere di ostriche che si formano tra le arcate del Ponte della Libertà. Questa ostruzione bloccherebbe inevitabilmente il flusso, riflusso delle acque. E infatti, il TAR ha bloccato la realizzazione del Contorta, con una sentenza di luglio 2015, lasciando però la libertà di procedere alla nuova proposta del Comune di Venezia e dell’autorità Portuale per il canale Tresse Est- Vittorio Emanuele.
  • Come proposto dal Ministro Franceschini in data  1 ottobre, la seconda alternativa é quella di spostare le grandi navi al porto di Trieste (che in realtà si rifiuta di accettarle)

Contro il passaggio delle grandi navi da crociera in laguna esiste da diversi anni un comitato di cittadini veneziani, il comitato No Grandi Navi, che spesso ha organizzato manifestazioni contro le navi da crociera.

L’’impatto economico connesso al traffico crocieristico a Venezia è enorme: l’immagine sottostante ne dà un’idea. Tale immagine, elaborata da una ricerca commissionata dall’autorita portuale, esclude le spese non strettamente correlate al traffico crocieristico locale, in particolare le spese per la costruzione, riparazione e manutenzione delle navi da crociere e i salari e gli stipendi dello staff e dell’equipaggio delle navi.

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